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venerdì 27 marzo 2026

Famiglia

Bisogno, di senti il domestico calore. Di posar guardo nell'occhi familiari. 

Di vagar per ricordi che l'anima addolciscono, di crearne sempre di nuovi.

Quel calore ch'è vibrazione. Ch'è onda di musica, di note accorate. Lievi e suadenti. 

Che è il tutto d'una vita che se ne empie. Che radica nell'animo financo a diventar droga che da dipendenza.




martedì 24 marzo 2026

Baglior di luce

Perché par che l'aire nei polmoni entrar non voglia?

Quando lo fa' è liquido fuoco che l'infiamma.

Non aria ma torbida acqua, sporca di mille pensieri par ferma nel petto.

Respirar è fatica. È sentir voglia di pianto. 

Il cor che veloce ribatte e s'affanna.

Membra stanche, ma di più l'anima. Tritata da mille emozioni.

Guardo perso in nero specchio d'una vita grama.

Cerco baglior di luce che sia spes , ma è lungi da me trovarne traccia.



venerdì 20 marzo 2026

Frutto prezioso

Tramonto par sempre più vicino. Mentre sulle spalle pesano i lustri accumulati.

Mirar il tempo fluito via. Vita vissuta che rimpianto porta di gaia gioventù.

Ancora par di sentire fluir nel sangue la forza prorompente. Ma, non speme d'usarne.

Rallenta il ritmo per illusion che il viaggio rimanente più lungo possa sembrare.

Attimi, granelli di sabbia di clessidra. Han sapor diverso, di succoso frutto prezioso.


martedì 10 marzo 2026

Padre

S'avvicina il volger dell'anno. Eppur non pare. Se mi soffermo un'attimo a pensare, par che ti sento.

La voce, il sorriso son ancora vivi nella memoria. Le tue grosse mani, di sicurezza fonte. Ancor oggi al pensier piccolo mi sento.

Arranco a fatica il tuo sostegno manca. Come vorrei poter chieder consiglio. Non sempre l'ho ascoltato, ma mai disprezzato.

Un vuoto ch'è profondo pozzo, scavato giù per l'anima. Non trovo modo per sopperir all'assenza. Vorrei sentirti accanto un solo attimo, padre.



domenica 8 marzo 2026

Donna

Forza d'un ciclone. Tenerezza d'un bambino. Flessuosa come verde giunco.

Capace d'amore ad oltranza. Gioia per anima e occhi. 

Storia d'una umanità troppo spesso dimentica.

Moglie. Madre. Inno alla vita stessa. Donna. Il sale del mondo. 



venerdì 6 marzo 2026

Scrivo d'un abbraccio

Voglio scrivere d'un abbraccio. Uno di quelli caldi.

Voglio scrivere del suo profumo. Del calor di pelle contro pelle.

Un abbraccio che sa di buono. Che al cor porta calore.

Un abbraccio stretto. Intenso, come il respirar la prim'aria d'un mattino invernale.

Uno stringer corpo tra le braccia, mentre s'accarezza l'anima.

Memento intenso come vento di tempesta. Placido come risacca. Fiume lento ch'è d'emozioni.

Un abbraccio ch'è agognato. Ch'è cercato c'ogni fibra. Un abbraccio che sa di vita.

martedì 17 febbraio 2026

Sfuggente primavera

S'intravede il verdeggiar che avanza. Preme ancor generale inverno. 

Ma è solo lo strascico di lungo manto. Ecco che bucato viene da primi fiori.

Or che s'avvicina par che l'attesa sormonti. Più se ne vede l'apice, più par tardar l'arrivo.

Primavera agognata, par quasi d'afferrarla, ma sfuggente si ritrova.



venerdì 13 febbraio 2026

Granello di sabbia


Luna che dall'alto volgi il guardo a noi comuni mortali.

Di lassù io son grano di sabbia, ben misera cosa.

Eppur tu segui lo destino ch'è mio. Mentre passi lungo cieli e orizzonti.

Dimmi luna che vedi di me? Vorrei tu meco venissi sull'orme mie.

Ma solo se io potessi calcar le tue.

Per il guardo posare siccome or tu fai con noi.

mercoledì 11 febbraio 2026

Vuoto d'anima



Un vuoto che avanza. Si propaga e tutto ammanta.

Vuoto d'anima che pur le parole risucchia.

Non speme d'un nuovo pensiero. Arido campo l'anima diventa. 

Cerco invano la rima, il pensiero. Non trovo requie portata da versi.

Vate dove sei? Il tuo scritto non m'è più acqua. L'arsura resta.

Voglio ritrovar cielo che porti poesia. Vento che porta carezza.

Uno scompiglio di capelli che guardo con tremito di core.

Occhi dove lasciar scivolare l'anima. 

Stammi vicino o mia. Abbraccio che sa d'ancora, di mito legame.

sabato 7 febbraio 2026

Rumore dì pioggia

Oggi non sento nulla. Un vuoto nel petto. L'anima par stagno immoto. Vibrazioni sparite.

Solo il rumore di pioggia che cade, lontano rombo di tempestosi tuoni.

Cerco. Scavo in profondo essere. Estrarre dal buio nota di vita.

Non si move alcunché. Chiusi l'occhi e par di galleggiare in acqua di tempo.

Un respiro che s'allunga silente in mondo che non par suo. Mentre l'attesa sovrasta pure l'inconscio.


venerdì 6 febbraio 2026

Lasciami scrivere

Fammi scrivere. Lascia che verghi parole e frasi. Vorran essere carezze.

Saran verbo che porta emozione. Briciole sparse che fan boccone. Lasciami scrivere di quei tuoi occhi 

Di quei ramati capelli. Di quelle linee delicate che son labbra. Lasciami scrivere del calor d'un abbraccio 

Scorre lieve penna su carta. Come carezza che su pelle scivola.,ogni segno fissa l'invisibile su anima e carta.


mercoledì 4 febbraio 2026

Una finestra

Una finestra, rigata da lacrime di pioggia. Vaga lo sguardo insieme all'animo.

Alberi scuri smuovono cielo torvo in un silenzio ovattato ove risuona solo ticchettio di pluvia.

Irreale mondo che come onde sonore, accoglie l'anima raminga che pace anela.

Fisso lo sguardo 
Respiro profondo 
Odor d'inverno 

Attesa d'un momento che pur fugace.
Renda libero da emotive catene.


sabato 31 gennaio 2026

Riso fanciullo


Lascio andare i pensieri 

Fluttuano come nebbia a mezz'aria.


L'anima li segue 

troppo mai da essi si discosta. Eppur lo brama.


Desìo si sentir onda di note accorate, lievi, suadenti

Vive di propria luce.


Perché non è dato?

Cos'è allor canzone di vita? 

È forse solo canto di prefica?


O forse cercar abbisogna l'argento di riso fanciullo 

Che indietro porti prima di avanzare.


Ti sento


Ti sento, signora di buio vestita. Passi leggeri che ogni più sovente mi si fan incontro. 

Sento il corpo fuggire, scivolar via lesto. Cerco di rincorrerne l'ombra or via più evanescente.

Fobia di sentire scemare i giorni. Eppure nasciamo man nella mano con te tetra signora. 

Accompagni i giorni e il tempo scandisci. Li rendi sapidi perché parchi. Unico ogniuno che più non torna.

Oggi cerco l'attimo che ieri è fuggito, mentre aspetto il domani cercando di tenerlo stretto tra mani adunche.

Ma scivolan via come di sabbia granelli. Mera speranza di strapparne al destino, perché mai sazi, mai vecchio è il core e più ne vuole.



giovedì 22 gennaio 2026

Notte d'inverno


Notte d'inverno. Spande nell'aire invisibile nemico, che con pungente assalto morde le membra.

Ogni soffio si fa nube tremula. Mentre alle nari odor di camini arriva.

A rimembrar porta fragranza. Attimi di vita lontana. Ove il cor era pieno di gaiezza. 

Un batter d'ali, su lido di fantasia. Ove lasciar fluire calor di famiglia. Sapori di ricordi.

Par abbraccio caldo, se pur nell'acre rigor del freddo. Stretto tener l'imago inserto nell'anima.


giovedì 15 gennaio 2026

Grigior velato

Grigio. Financo scuro orizzonte. Errante e solo si perde il guardo mio in smorto cielo.

Specchio d'anima il grigior velato. Non sento vibrar colori di vita. Anelar calore e trovar ghiaccio.

Lascio andar pensieri, oltre gli spazi d'un confine terreno. Siccome facea co l'anima ancestrale.

Posato su ramo d'ulivo. Verga insistente che richiama all'ora d'un memento nuovo, ma già vecchio. Arrivato ma già partito.



mercoledì 14 gennaio 2026

Affaccio d'un istante

Una finestra, affaccio d'un istante. Contemplar vita con anima raminga.

Scavo interiore ch'è bilancia di fatti, eppure par di volare, ma zavorra m'è questo corpo.

Finestra di vita. Affaccio balenante. Quello stipite è cornice di spigolosa vita. 

Rimestar nell'aire m'è congeniale. Cerca continua d'usta da seguire. Traccia d'un viver che non m'è proprio.

Volteggia ancora il grovigliar di pensieri. Rimesta come risacca. Avanza e arretra, come fan l'anni che dal davanti passan dietro.


martedì 6 gennaio 2026

Ordine


Ordine. Vorrei districar groviglio di pensieri. Gordiano nodo che impossibile pare sciogliere.

Un burrascoso mare che tosto s'agita. Placarne la furia, ammansirne l'ira.

Ordinare il flusso, perché scorrano più mesti. Chetarne la voce che perenne risuona.

Spegnere, come l'interruttore fa svanir la luce. Così cessi il costante rumore.

Ma non requie la mente che l'anima alimenta. Non spazio cede a l'acqua ferma d'uno stagno silente.


lunedì 5 gennaio 2026

Contenuto nel petto

Scrivere del contenuto d'un petto. Parlar di burrasca che v'echeggia.

Questo mare tempestoso preme. Spinge violento.

Vascello sbattuto da immani onde. Par colar nell'abissi.

Nere, profonde acque. Son imago d'un anima persa. 

Ramingo sguardo svia su tormentate onde, cerca lido ove trovar pace.

Speme ultima di veder alba di luce solare. Fatta di calore, di riverberi che colore portino.


venerdì 2 gennaio 2026

Ti voglio bene

Non suona come promessa, né come giuramento: è piuttosto un sospiro del pensiero, fatto voce per necessità d’affetto.

Semplice, potente frase, che nell'animo risuona: Ti voglio bene. Empie core e nel petto propaga, errando da un'anima all'altra.

Ti voglio bene. Sorgiva acqua che amor contiene. Disseta arsura fatta d'ansia di vita. Lascia indelebile segno su roccia viva.




L'Anima Scritta

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