Gira e rigira l'animo, tra mondi innumerabili. Vestigia dolenti d'un cor che dole.
Mira l'orizzonte, ove l'astro more. Vaga errante per luoghi innominabili.
Prova vesti funebri, per salutar signora oscura. Che nemica a volte non pare.
Ti cerco, bramo l'essenza tua. Il tranquillo sonno che sogni non reca.
Eppur l'abbraccio d'un fiore vivo, caldo e vibrante. N'odo inoppugnabile il richiamo.
Attesa, forse vacua d'un alba. D'un raggio caldo. D'una speme che troppo spesso resta recondita.
Errando allora vo per sentieri ignoti. Cercando, scavando. Penetrando nell'io. Cura d'un mal che ha nome anima.