Notturno cielo. Ove spargimento di stelle ha il mare per specchio.
Resto a rimirar tremule luci. Buchi in immenso scuro manto.
Silenti, ascoltan pensieri, di cui la mente s'affolla.
Rumorosi, assordanti pensieri. Macine che girano e rigirano.
Spegnerne la cacofonia vorrei. Ma non è concesso.
Rimestano allora aspettando un'alba. Agognata e lontana.
Torno a posar il guardo sull'infinite stelle.
Chissa che tra mille e mille, non trovi luce dell'occhi tuoi.