Un tempo, allietate eran l'anime dalla poesia. Portava ristoro, imago di mondo d'intorno.
Ascoltato era il poeta. Vate di popoli. Maestro d'animi. Dispensator di quiete.
Era lordo il mondo di sangue e guerre, ma la voce del bello prevalea.
Or che numerosi lustri son trascorsi, voci poetiche inascoltate restano.
Il mondo resta un bagno di sangue, il brutto che sul bello prevale. Non più l'arte è ambita, ma vota notorietà.
L'interesse, il dio denaro. È padrone incontrastato. Vita ch'è corsa, verso la sola e vacua sopravvivenza.
La storia è naufragar di memoria. Unquanco maestra fu. Sovrumano è trovar in essa conoscenza. Perseverar nell'errare è dell'umano.
Gettato il guardo oltre del tempo la siepe. Col pensier mi fingo l'avvenir dell'oggi pargoli. Solo tetra notte vedo. Solo stridor di denti. L'anime morte senza più versi.