Pelle su pelle. Groviglio di corpi. Anime che trasudano passione.
Pentagramma di note, crean sinfonia d'amplessi.
Musica, riverbera d'intorno. Melodia d'orgasmi veri.
Potenti suoni che scuotono fondamenta d'esseri infiati tra essi.
Pelle su pelle. Groviglio di corpi. Anime che trasudano passione.
Pentagramma di note, crean sinfonia d'amplessi.
Musica, riverbera d'intorno. Melodia d'orgasmi veri.
Potenti suoni che scuotono fondamenta d'esseri infiati tra essi.
Sapore di pelle. Dolce, un po' salato. Col tuo profumo frammisto.
Sapore d'estasi. Porta l'anima su alte sfere. Pelle liscia. Pelle calda.
Accarezzata da labbra avide. Un sapore che stordisce.
Si infia nel core un sapore ch'è sensazione. Resta dentro imperituro.
Pelle, pelle diafana, avvampa l'animo a veder brividi che veloci scorrono.
Fermati, resta immota, che ogni piccola parte possa saggiar. Nulla ne avanzi come fosse luculliano pasto.
Perde lo sguardo su colli e valli. Di bianca brina spolverati.
Terso il cielo, tela cui il pittor supremo agisce.
Punti d'augelli. Sbuffi di candidi nembi. Vermiglie striature d'alba.
Con esso l'animo vaga, libero da fune terrena.
Sollievo se pur effimero, d'un sol momento ma grato d'esso.
Umido calor d'un bacio.
Un poggiar di labbra, che se prima lieve, tosto si scatena in furiosa tempesta. Uragano d'eccitazione che i sensi sconquassa.
Un bacio. Comunione di bocche. Intreccio di lingue. Emozioni spavalde che amalgamano corpi. Surreale visione d'amplessi scolpiti in viva carne.
Lava che lenta scivola, bruciando l'anima con fiamma di passione. Fammi carpire il tuo sapore. Fammi dissetare co liquida anima. Fammi gustar il tuo recondito io.
L'odore del vento.Riempie le nari. Carezzando gonfia i capelli.
Carezza d'anima. Scioglie spirito che con esso vola. Porta l'animo a volar lontano.
Pindarico viaggio in onde di nulla. Ali distese tra mondi diversi.Fumi eterei volteggiano fluidi.
Vento, vento che porti tempesta. Porta con te il ingombro bagaglio ch'è la mente che non si ferma.
Dai voce a verdeggianti chiome, d'arbusti antichi. Libero d'ogni catena, d'ogni umano vincolo.
Solitudine. Solitudine che avanza.
Ghermisce l'anima. Strappa via bellezza di vivere.
Solitudine, che porta a cercar pur misere gocce d'umana attenzione. Elemosina di sentimenti.
Intorno guardiamo per cercar amicizia. Ma flebili ne son le tracce. Troppo spesso è solo convenienza.
Conoscenze vagano nella vita, senza lasciar traccia evidente. Fuochi fatui che volan via.
Eppure il cuore desidera qualcuno da chiamar amico. Ma l'amico, quello vero, dov'è?
L'amico che sorregge. Quello che anche se non c'è arriva. Quello a cui l'aiuto chiedere non devi, te lo dà.
Fraterno amico dove sei? L'anima grida e il tuo nome invoca. Stringiamoci il braccio, vicendevole sostegno.
Amor ch'è luce, in occhi acerbi di vita. Irradia potente, tutto travolge. Null'altro esiste.
Ricerca d'attimi che sconosciuti, bussano alla porta d'anime, pregne di febbrile desiderio da scoprire.
Amor che travalichi l'io. Che la mente spegni per far spazio a cor ch'è solo subbuglio.
Gaia giovinezza che in strapiombo vola, per arder nella possente fiamma che l'amor scatena.
Sole macchiato da lordure d'anima. Di splendere cerca, ma arranca.
Stanchezza che su membra riverbera, ma non è d'esse.
È stanchezza di mente, di cuore e d'animo.
Stanco dell'istessa vita, eppur ad essa abbrancato.
Stanco, nonostante d'intorno ogni cosa celebri l'esistenza.
Degli uccelli il canto. Dai colori d'un cielo incantato da alba e tramonto.
Vorrei perdermi, lasciarmi cullare in un mare di nulla.
Riportar l'essere al bambino. Sciogliere legami che stringon si forte.
Vorrei poter lanciare mente e corpo, in pindarico volo ove solo fantasia comanda.
Amico, amico. M'è lieta la tua voce. Rinfranca l'animo cosparso di mielati ricordi.
Amico, amico. Verbo detto, con te in pesante amadia rinchiuso resta. Muta tomba senza giudizio.
Amico, amico. Strati di cenere son tolti dal cuore. Con solo pensieri già esso galleggia.
Amico, amico. Lontano, quanto d'anima vicino. Stretto il braccio che solleva e conforta.