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mercoledì 4 febbraio 2026
Una finestra
sabato 31 gennaio 2026
Riso fanciullo
Lascio andare i pensieri
Fluttuano come nebbia a mezz'aria.
L'anima li segue
troppo mai da essi si discosta. Eppur lo brama.
Desìo si sentir onda di note accorate, lievi, suadenti
Vive di propria luce.
Perché non è dato?
Cos'è allor canzone di vita?
È forse solo canto di prefica?
O forse cercar abbisogna l'argento di riso fanciullo
Che indietro porti prima di avanzare.
Ti sento
Ti sento, signora di buio vestita. Passi leggeri che ogni più sovente mi si fan incontro.
Sento il corpo fuggire, scivolar via lesto. Cerco di rincorrerne l'ombra or via più evanescente.
Fobia di sentire scemare i giorni. Eppure nasciamo man nella mano con te tetra signora.
Accompagni i giorni e il tempo scandisci. Li rendi sapidi perché parchi. Unico ogniuno che più non torna.
Oggi cerco l'attimo che ieri è fuggito, mentre aspetto il domani cercando di tenerlo stretto tra mani adunche.
Ma scivolan via come di sabbia granelli. Mera speranza di strapparne al destino, perché mai sazi, mai vecchio è il core e più ne vuole.
giovedì 22 gennaio 2026
Notte d'inverno
Notte d'inverno. Spande nell'aire invisibile nemico, che con pungente assalto morde le membra.
Ogni soffio si fa nube tremula. Mentre alle nari odor di camini arriva.
A rimembrar porta fragranza. Attimi di vita lontana. Ove il cor era pieno di gaiezza.
Un batter d'ali, su lido di fantasia. Ove lasciar fluire calor di famiglia. Sapori di ricordi.
Par abbraccio caldo, se pur nell'acre rigor del freddo. Stretto tener l'imago inserto nell'anima.
giovedì 15 gennaio 2026
Grigior velato
Grigio. Financo scuro orizzonte. Errante e solo si perde il guardo mio in smorto cielo.
Specchio d'anima il grigior velato. Non sento vibrar colori di vita. Anelar calore e trovar ghiaccio.
Lascio andar pensieri, oltre gli spazi d'un confine terreno. Siccome facea co l'anima ancestrale.
Posato su ramo d'ulivo. Verga insistente che richiama all'ora d'un memento nuovo, ma già vecchio. Arrivato ma già partito.
mercoledì 14 gennaio 2026
Affaccio d'un istante
martedì 6 gennaio 2026
Ordine
Ordine. Vorrei districar groviglio di pensieri. Gordiano nodo che impossibile pare sciogliere.
Un burrascoso mare che tosto s'agita. Placarne la furia, ammansirne l'ira.
Ordinare il flusso, perché scorrano più mesti. Chetarne la voce che perenne risuona.
Spegnere, come l'interruttore fa svanir la luce. Così cessi il costante rumore.
Ma non requie la mente che l'anima alimenta. Non spazio cede a l'acqua ferma d'uno stagno silente.
lunedì 5 gennaio 2026
Contenuto nel petto
Scrivere del contenuto d'un petto. Parlar di burrasca che v'echeggia.
Questo mare tempestoso preme. Spinge violento.
Vascello sbattuto da immani onde. Par colar nell'abissi.
Nere, profonde acque. Son imago d'un anima persa.
Ramingo sguardo svia su tormentate onde, cerca lido ove trovar pace.
Speme ultima di veder alba di luce solare. Fatta di calore, di riverberi che colore portino.
venerdì 2 gennaio 2026
Ti voglio bene
Non suona come promessa, né come giuramento: è piuttosto un sospiro del pensiero, fatto voce per necessità d’affetto.
Semplice, potente frase, che nell'animo risuona: Ti voglio bene. Empie core e nel petto propaga, errando da un'anima all'altra.
Ti voglio bene. Sorgiva acqua che amor contiene. Disseta arsura fatta d'ansia di vita. Lascia indelebile segno su roccia viva.
lunedì 29 dicembre 2025
Specchio d'anima
Il corpo cede ma la mente ancora guarda in uno specchio, che immagine di giovane virgulto rende.
E l'anima? L'anima vola alta, persa in pindarici voli. Sente l'anni passati, carichi d'emozioni.
Emozioni amalgamate con sentimenti. Sospingono la vita e l'anima se ne nutre.
Spinge, spinge forte. Verso un tempo che se pur parco par infinito.
domenica 28 dicembre 2025
Giorni superstiti
Cede, come all'argine il fiume porta via un pezzo ogni dì. Così il tempo toglie una parte del mio corpo che lento cede.
Passano momenti che van via indietro lasciati. Mentre mera è l'illusione di continuar vita sempre eguale.
La mente vola in sogni e progetti, siccome allora che l’età novella illudeva l’animo. Ma più non sovviene forza a spingere membra.
Si posa l'animo a guardar retro. Una sola speme rimane: vivere colmi i giorni superstiti, lontani da morbo e affanno.
L'Anima Scritta
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Dentro quegli occhi di smeraldo, vedo la forza della passione. Vedo la forza del desiderio. La forza dell'amore. Anche se nella profon...
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Lascio andare i pensieri Fluttuano come nebbia a mezz'aria. L'anima li segue troppo mai da essi si discosta. Eppur lo ...