Ho lasciato che l'anima si chiudesse. Riccio fatto di scuri pezzi.
Rifiuto del mondo che par immerso in nebbia d'odio e cattiveria.
Si perde lo sguardo tra macerie, fumi e occhi bagnati di disperazione.
Scranni altolocati, con scudi sicuri, mera illusione, son fatti per chi morte e sterminio comanda.
Ma ovunque l'occhi si possano, trovano amarezza, cattiveria e oppressione.
Pure chi prossimo condivide i confini della dimora, cova astio e rancore, di cui vana motivazione.
Non c'è luce che squarcia le tenebre. Basterebbe poco. Un gesto di gentilezza, che come colorato fiore s'apre tra mille brutture.
Uno sbirciar nell'occhi del vicino per leggerne la disperazione. Cercar l'altrui angoscia, prima di guardar la propria.
Vita ch'è un soffio, un affacciarsi alla finestra. Non renderla vacua onde lasciarla a bagno in liquido nulla.
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