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martedì 18 febbraio 2025

Gioia spenta




In quei giovani occhi dovrei trova luce abbagliante.
Luce di vita, di gaia spensieratezza.

Invece son sempre appannati. Su essi è calato un velo di tristezza. +
Fioco n'è il brillare.

L'animo chiudi a riccio. Non favelli. Tieni dentro vortice possente. 
Lo stringi per non mostrarlo.

Ma fagocitando pensieri cupi, cresce, divorandoti il cor 
ch'è ancora giovin virgulto.

Apri la pesante porta inserrata c'hai messo dinanzi all'anima. 
Dai fiato a parole che nascoste tieni.

Non temer giudizio alcuno da chi al mondo t'ha portato e che 
t'ama incondizionatamente.

Nessun'altro amor sarà mai, più forte di chi la vita t'ha dato. 
he per come sei ti porta nel core, stringendoti all'anima.

giovedì 13 febbraio 2025

Madre

L'occhi carichi di luce. Mentre dentro te cresce, matura frutto ch'è nato da amor incondizionato.

Un'aura dorata tutt'intorno Irradi. Dentro te c'è vita che speme porta caricando sofferenza che stoica porti.

Inizio d'un viaggio ch'è per tutta la vita. Legame ch'è atavico, universale.

Fardello immenso, crogiuolo di sofferenza ed emozioni. Strazio di gioia e soddisfazioni.

Vita per vita. Cuore per cuore. Anima nova, che prosegue esistenza.

Unica parola ch'è pesante, immensa. Appellativo unico degno d'esser rincorso...Madre!




martedì 11 febbraio 2025

Chiaror di luna


Notte cheta, chiaror di luna che sui tetti riposa, da luce a volto tuo.O Donna mia, tu che l'unica sei che sana la piaga c'ho aperta nel petto.

L'affanno di speme che non regge. Il tuo sorriso chiama, placa. Mentre l'occhi tuoi brillan ma non di pianto. È lì che lo spaurato core palpita.

Core d'emozion coperto. Scivola, accolto in placido sonno. Stretto, avvinghiato tra braccia di tenebra cui calor non cede.



venerdì 7 febbraio 2025

Vate


Vate dove sei? Restan nell'animo le parole. Bloccate da mano possente.

Non vogliono uscire. Solo il tuo verbar scioglie la mente, carezzando l'anima.

Dammi melodia di pensieri. Musica che sciolga l'anima e l'inchiostro torni a scorrer su carta.


lunedì 3 febbraio 2025

Calore diffuso


Ti ho vista di lontano. La luce dei tuoi occhi ho seguito. Fino alle tue labbra mi han portato.

Un carezzar di bocche che danza di lingue è diventato. Intreccio che fiato è mancato.

Fremito. Brivido che percuote l'animo. Calor diffuso che tosto divampa in furor di passione.

Non lasciar che l'occhi si perdano. Che l'abbraccio si sciolga. Che s'insinui il freddo tra corpi brucianti.

Bevi alla fonte del desiderio. Lascia che pur mi disseti dall'acqua d'un piacere che t'arde nel corpo.


venerdì 31 gennaio 2025

Limpidi occhi


Passan lustri come fossero giorni. Eppure ancora mi perdo in quell'occhi, cristallina acqua a cui attingere per dissetare anima.

Resto attonito da simile limpidezza. Fermo a mirar quelle luci di viso ben noto.

Luci che san dar quiete all'animo mio. Chiamano abbraccio, stretto. Calor che fonde due cuori in uno.


giovedì 30 gennaio 2025

Diga

Diga imponente. Scrosciar di verbo ferma. Parole non fluiscono, restan imbrigliate.

Diga cui ogni mattone è un pensiero. Un'angustia. Un dispiacere.

S'empie bacino d'anima. Preme sull'argini di tumultuoso core. Straripar vorrebbe ma gli è negato.

Paratie aprir s'anela, ma non cede cerniera. Non è, non cade. Soverchia ansia che non rende luce.

Eppur è poco la bisogna. Un abbraccio, una carezza. Un fluir di tempo leggero.




lunedì 27 gennaio 2025

soffice cotone

Soffice cotone ambrato, che l'alba vira al vermiglio, spalma un cielo  invernale.

Il cor se ne bea, mentre si spaura l'anima, affacciata sul vuoto d'uno strapiombo di pensieri.

Luci, colori che son di maestro d'arte. Spaziano su orizzonte che da sollievo all'animo.


venerdì 24 gennaio 2025

Annuncio di primavera


Graffi nell'aria. Pianto d'uno scuro cielo. Pioggia fredda, pungente.
Sferza viso e corpo, ma tracce son pur nell'anima.

Sul viso, siccome lacrime che lente, solchi lasciano, artigli gelati che ghermiscono il corpo segnando pure il core. 
 
Generale inverno, porti con te tremori e mille spilli che pelle pungono. Fuggiasche genti agognan da te sfuggir sotto calde coltri.

Tutti restan in trepida attesa di veder il cielo solcato da novo sole. Di ammirar verdi gemme che annuncio sono di nuova vita. 

Nova luce ch'è risveglio. Annuncio di primavera, ma effimero, perché notte di gelo non demorde ancora, il generale ancor battaglia promette.



giovedì 16 gennaio 2025

Astro notturno

Miro l'astro notturno. Fisso lo sguardo su argentea corona. Chiaror che d'intorno spande, porta ricordi. Porta silenzi che da altri tempi sovvengono.

Luna di lassù per te son grano di sabbia, ben piccola cosa che pensiero non reca. Eppure ogni notte scandisci. Ogni notte scruti da scuro cielo. Siccome or fai, nel mentre mi divago nella luce tua.

Ecco che l'accesi rimembri portan l'anima su cheto sentiero. Un solleticar d'emozioni. Un respiro di strati di vita che più non è, ma pur sempre preziosa. 

Gonfie nari a riempir polmoni di frizzante aire, mentre la sera cede il passo alla profonda notte. 
Saluto un altro giorno che m'ha lasciato.


domenica 12 gennaio 2025

pesante stanchezza


Volge al termine la giornata. Aggiunge peso su spalle stanche.

Gravo non di giorni, non di mesi, ma ormai d'anni.

Arrancan passi che strascicati vanno. Lenti, sempre più lenti.

Riposo agognan membra. Ma più ancora cercan quiete i pensieri.


L'Anima Scritta

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