Sento le tue mani. Abili dita, che pazienti sciolgono il gordiano intrico ch'è l'anima mia.
Dipanano filo dopo filo. Sciolgono ogni singolo nodo che scorre sin nelle vene.
Calde, agili e sinuose. Parlano all'animo e lo chetano.
Nel petto affondano, intrufolandosi nel pulsante cuore, lorde di vermiglio liquido, di pensieri assillanti.
Lasciando indietro rosse gocce, scia su pavimento di lacrime. Che portano inevitabilmente a te.
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