Vate dove sei? Restan nell'animo le parole. Bloccate da mano possente.
Non vogliono uscire. Solo il tuo verbar scioglie la mente, carezzando l'anima.
Dammi melodia di pensieri. Musica che sciolga l'anima e l'inchiostro torni a scorrer su carta.
Vate dove sei? Restan nell'animo le parole. Bloccate da mano possente.
Non vogliono uscire. Solo il tuo verbar scioglie la mente, carezzando l'anima.
Dammi melodia di pensieri. Musica che sciolga l'anima e l'inchiostro torni a scorrer su carta.
Ti ho vista di lontano. La luce dei tuoi occhi ho seguito. Fino alle tue labbra mi han portato.
Un carezzar di bocche che danza di lingue è diventato. Intreccio che fiato è mancato.
Fremito. Brivido che percuote l'animo. Calor diffuso che tosto divampa in furor di passione.
Non lasciar che l'occhi si perdano. Che l'abbraccio si sciolga. Che s'insinui il freddo tra corpi brucianti.
Bevi alla fonte del desiderio. Lascia che pur mi disseti dall'acqua d'un piacere che t'arde nel corpo.
Passan lustri come fossero giorni. Eppure ancora mi perdo in quell'occhi, cristallina acqua a cui attingere per dissetare anima.
Resto attonito da simile limpidezza. Fermo a mirar quelle luci di viso ben noto.
Luci che san dar quiete all'animo mio. Chiamano abbraccio, stretto. Calor che fonde due cuori in uno.
Volge al termine la giornata. Aggiunge peso su spalle stanche.
Gravo non di giorni, non di mesi, ma ormai d'anni.
Arrancan passi che strascicati vanno. Lenti, sempre più lenti.
Riposo agognan membra. Ma più ancora cercan quiete i pensieri.
Affanno. Tremor d'animo. Scellerata corsa in giù della vita. Poi ecco, che resta?
Dell'uomo la cui vita è un affaccio di finestra. Che resta?
Fermo, immobile. Nell'io a scavar s'appresta. E che trova se non il solo se stesso.
Il vero io. L'animo scevro d'ogni tormento. Libero da catena si che volare possa.
Mappa stipa d'ogni giorno che se n'è andato. Spinta avanti, a guardar giorni da venire.
Questo core, chiede battiti non parole. Dentro celato è ciò cui nessuno di vedere è dato.
Alla fin fine dentro me solo io. Null'altro. Unico rimpianto è non aver lasciato più pezzi d'anima nel creato.