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venerdì 9 maggio 2025

Sgoccioli di vita

Gocce, vengon giù lente. Sempre più lente. Acqua che sete non smorza.

Si fa più rada, avanza piano ma inesorabile. Come lento fiume che affronta la secca.

Sono sgoccioli di vita, che presto s'asciuga. Ma lascia profondi solchi di ciò ch'è stato.

Carmi eterni scolpiti in sassi d'affetti. Impressi con fiamma d'amore vivo. 


mercoledì 7 maggio 2025

Un eco per te


Non so. Non mi par d'avertene reso abbastanza. Tutto l'amore che hai dato. Tutto ciò c'hai sacrificato. Indietro cosa t'ho dato?

Una mano stringe il cuore con morsa silente, mentre ti vedo, piano, spegnerti. E intanto l’alma vola, leggera, a ogni istante condiviso. 

In ogni frammento di vita, lieto o amaro, tu eri presente: guida, sostegno, forza che sospingeva e incoraggiava.

Or che il corpo cede agli attacchi del tempo andato. Che mali e dolori assalgono a piè sospinto. Inerme resti come bambino.

Or che sostegno non rechi ma aneli senza chiedere. Or che l'orgoglio devi abbandonare. Che resta? Che posso io fare, dimmi, anima cara? 

Qual gesto, qual parola, potrà mai colmare l’immenso che fosti, il dono che eri?

Solo briciole ho, eppur vorrei renderti almeno un’eco di ciò che m’hai dato.


sabato 3 maggio 2025

Buio


Eccolo, lento il buio torna. Mesto e silenzioso. Non t'accorgi finché neri tentacoli non avviluppano il cuore.

Li senti muoversi nel petto. S'agitano, stringono, soffocano. Aspiran via l'aria dai polmoni.

In cerca di luce, se pur tenue che li cacci via. Ma son tossici artigli che presa non molano.




martedì 29 aprile 2025

L'aria tua


A se potessi respirar l'aria tua. Se potessi volar su nubi dei tuoi pensieri.

Riceverei ali di gabbiano, che in cielo terso vola, su, sempre più su. Fino a toccar anima con un dito.

Libero ma prigioniero. Padrone di spazio infinito, legato a fune d'un amore terreno.

lunedì 28 aprile 2025

Godi l'attimo

Godo d'alba di vermiglio striata. Momento di giorno, di vita che và.

Attimo ch'è bene racchiudere, trattenere. Come pure quelli a venire.

Ognuno è unico e non più torna. Voglio sentirlo, profondo nell'anima.

Chetar la vita, farla andar più piano. Ogni momento è granello di sabbia.

Fermati qui, accanto a me. Serve un abbraccio, di quelli stretti. Da togliere il fiato.

Un abbraccio ove non solo i corpi si tengono stretti. Ma son più l'anime a intersecarsi.



sabato 26 aprile 2025

Padre

Ombra dell'uomo ch'eri. Vivo, instancabile. Mai requie. Consumato dal tempo.

Il corpo forte che s'abbarbica a vita tenue. Malattia che la mente annebbia. 

Quelle mani un tempo grandi, forti e possenti. Or son scarne e forza più non hanno.

Eppure ancora sei per i figli tuoi. Per il carico di pensieri e amore c'hai donato.

Chi intorno nell'aire sente, che ti muovi verso un lido più sereno. Ma il core non l'accetta.

Si stringe, ghermito da lacrime che tolgono il respiro. 
No. Non si può accettare. 

Troppo fondo il baratro del vuoto che verrebbe a essere.
Egoistica speme di sentir ancora e ancora la voce tua.


mercoledì 9 aprile 2025

Tristezza

Sento il core ch'annaspa, aria gli manca. Cerca di spandere un sorriso, ma sa di cenere.

Tristezza, manto pesante, di tenebra intrecciato. Avvolge e stringe in abbraccio oscuro.

Non lascia l'animo, stretto lo tiene. Aspetto che s'alzi come nebbia al mattino. Ma non v'è sole che la diradi.

Non basta più sorriso trovato. Non il vociar argenteo di bambino.
Non trovo requie da si pesante melma.



giovedì 3 aprile 2025

Come un gabbiano

Libero. Vorrei esser libero da umane catene. 
Niente pensieri. Niente angosce.

Vorrei librarmi nel cielo infinito. Come gabbiano che alto vola. Accogliere solo le ali del vento.

Vorrei che il cuore, la mente e l'anima, fossero sospinti in aria. Leggeri. In balia di correnti eteree.

Immerso per sempre nel blu iridescente. Alto, sempre più in alto. Finché del mondo resta un puntino.



venerdì 28 marzo 2025

Mare, mare


Punture di spillo sull'anima triste.
Son l'onde di vasto mare. 

Spumosi flutti che spandono sale, mentre melodia di risacca concerto suona.

Luci si perdono sull'orizzonte. Mentre grida il gabbiano, alto, tra candidi nembi.

Mare, mare. Culla di vita. Trastullo d'anime. Groviglio emotivo che pacatezza regge.

lunedì 24 marzo 2025

Cattiveria


Perché tanta cattiveria? Perché nell'animo umano alberga si scempio?

Nero, funesto fumo all'occhi sale. Miscela letale di invidia, rabbia, impotenza e ignoranza.

Nascosti nel buio attaccate chi passa. Niente remore, nessuna pietà. Chi è diverso và cancellato.

Chi non è uniformato non può essere perdonato. Và criticato. Umiliato.

Il debole schiacciato. L'altro esaminato, soppesato, trovato mancante.

Tanta cattiveria esce da gretto animo infelice. Non sa dare, solo prendere. Non ha niente.

Nulla che felice lo renda, allora a testa bassa carica, chi fa scelte che lo rendon felice.

Povere anime che pena fate. Riuscite a pascervi di solo astio. Ve ne colmate. 

Ogni respiro inalate invidia. La vita d'altri con la vostra confrontate, lì vi accorgete di quanto vacui siete.

Tutto il vostro essere proferite nell'invidiare e criticare. Alla vita vostra rinunciate.


mercoledì 19 marzo 2025

Fune di salvezza

Notte oscura, pesante cone manto bagnato. Alla luna ho ululato l'atavica fame.

Fame d'amore che non sazia. Involto in tenebra fumosa stringe l'anima. 

Voglio la tua aria nei polmoni. Voglio gridare al mondo il fiume di passione c'ho dentro.

Infinito tunnel che l'animo serra. Nero. Buio senza stelle. Vuoto cosmico che straripa.

Una fune gettata per chi annega, un tuo sguardo, una carezza, un poggiar di brucianti labbra.




L'Anima Scritta

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