Ombra dell'uomo ch'eri. Vivo, instancabile. Mai requie. Consumato dal tempo.
Il corpo forte che s'abbarbica a vita tenue. Malattia che la mente annebbia.
Quelle mani un tempo grandi, forti e possenti. Or son scarne e forza più non hanno.
Eppure ancora sei per i figli tuoi. Per il carico di pensieri e amore c'hai donato.
Chi intorno nell'aire sente, che ti muovi verso un lido più sereno. Ma il core non l'accetta.
Si stringe, ghermito da lacrime che tolgono il respiro.
No. Non si può accettare.
Troppo fondo il baratro del vuoto che verrebbe a essere.
Egoistica speme di sentir ancora e ancora la voce tua.
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