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lunedì 18 agosto 2025

Verso l'infinito

Salia. Salia verso un infinito. L'ombra di pensier che non requie portano.

Raminga, venia a saltar come bimbi la corda. Un core pulsante l'accoglie lesto.

Quest'anima ch'è fili d'intreccio interminato. Filamenti d'emozioni, di struggimenti e passioni.

Palpitante in un petto che idoneo più non è a contenerla. Eppure resta, vicino una finestra.

A guardar scorrere tempo e vita. Momenti, fotogrammi che avanzan veloci. Par d'altri. Ma è mia. Solo mia.


domenica 17 agosto 2025

Poesia che more

Un tempo, allietate eran l'anime dalla poesia. Portava ristoro, imago di mondo d'intorno.

Ascoltato era il poeta. Vate di popoli. Maestro d'animi. Dispensator di quiete.

Era lordo il mondo di sangue e guerre, ma la voce del bello prevalea.

Or che numerosi lustri son trascorsi, voci poetiche inascoltate restano.

Il mondo resta un bagno di sangue, il brutto che sul bello prevale. Non più l'arte è ambita, ma vota notorietà.

L'interesse, il dio denaro. È padrone incontrastato. Vita ch'è corsa, verso la sola e vacua sopravvivenza.

La storia è naufragar di memoria. Unquanco maestra fu. Sovrumano è trovar in essa conoscenza. Perseverar nell'errare è dell'umano.

Gettato il guardo oltre del tempo la siepe. Col pensier mi fingo l'avvenir dell'oggi pargoli. Solo tetra notte vedo. Solo stridor di denti. L'anime morte senza più versi.



giovedì 14 agosto 2025

Errante

Gira e rigira l'animo, tra mondi innumerabili. Vestigia dolenti d'un cor che dole.

Mira l'orizzonte, ove l'astro more. Vaga errante per luoghi innominabili.

Prova vesti funebri, per salutar signora oscura. Che nemica a volte non pare. 

Ti cerco, bramo l'essenza tua. Il tranquillo sonno che sogni non reca. 

Eppur l'abbraccio d'un fiore vivo, caldo e vibrante. N'odo inoppugnabile il richiamo.

Attesa, forse vacua d'un alba. D'un raggio caldo. D'una speme che troppo spesso resta recondita.

Errando allora vo per sentieri ignoti.  Cercando, scavando. Penetrando nell'io. Cura d'un mal che ha nome anima.



domenica 3 agosto 2025

Solo veleno

Lacrime e sangue. Lavano mondo sempre più cupo.

Ovunque aleggia il manto dell'oscura signora.

Stridono denti che non masticano pane. 

Occhi esangui di pianto, vagano senza speme alcuna.

Ove il guardo posa, solo dolore.  Macerie d'uomo. 

Insensato fare. Odio sorgivo a cui ognuno s'abbevera. 

Solo veleno.




giovedì 31 luglio 2025

Mirar di cielo

Mirar l'infiniti cieli, con l'animo proteso. Mera illusione. Volo pindarico.

Forte la pressione che a terra ancorato tiene. Or che speme non sale a cercar futuro.

Anima mia, invischiata di nera mota, unta, scivolosa. Viva, ma assonnata.

Vorrei correre a perdifiato. L'aire che polmoni brucia. Ermo d'ogni canto.

Solo con l'io più recondito, che scava, scava financo sentir peso di terra, eco che l'animo strazia.



sabato 26 luglio 2025

Un soffio


Senti il soffio. Un respiro. Aria d'un bacio che par rubato.

Lieve e potente. Mi porta il sapore tuo. Scivola lungo labbra che son petali dolci.

Un refolo d'attimo. Lungo una vita. Cercato. Voluto. Agognato con tremulo animo.

Carezzar di labbra. Scivolosa lussuria man mano più calda.


venerdì 25 luglio 2025

Crespature

Un velo crespato, come l'acqua, carezzata da brezza.

Piccole onde che dipanano piano. Par l'animo inquieto che cerca riparo.

Pulsa, preme, s'agita. Groviglio nel petto che fuga anela.

Né requie, né scemare. La presa non molla.

Par ancorato nel petto, con fune che tira. Tesa e costante.

Fugge l'orizzonte sotto un guardo che esclude, ogni granello di pensiero fosco.



venerdì 18 luglio 2025

Momento perfetto

Un attimo. Un momento cheto.
Una lieve brezza serale che carezza.

Sollievo d'anima. Ermo in notte d'estate. Un sigaro. Bicchiere di liquido fuoco ch'è ricetta di secoli.

Momento che assaporato, gustato. Chiede solo concordia amicale per rasentar la perfezione.

Oppur occhi di donna in cui lasciar scorrere i pensieri. Con parole o solo silenzi. Momento perfetto.


Violino d'anima


L'anima, uno strumento, un violino. Accordi di melodie fatate, che di fiore in fiore vanno.

Su alcuni lascian note, su altri ne prendon nuove. Ma poi nell'aire un manto vibra, d'emozioni fatto.

Suona, suona mastro violino. Lega l'anime con fili suadenti. Rete raminga che cuori ghermisce.


domenica 13 luglio 2025

Polvere di rimpianto

Preme, preme per uscire. Indomita fiera che l'evasione anela. Di spezzare cerca, catene di ferro, dall'anima forgiate.

Strugge in gabbia, seppur dorata. Desiderio atavico che interiora rimescola. Cercando libero il pensiero.

Ma l'istesse funi che son carceriere, son create e bramate. Son sale di vita. Son soffio d'anima. Son parte del tutto ch'è d'intorno.

Allora mesta, la belva inquieta, all'astro d'argento il guardo volge. Lascia uscir solo lungo lamento, ch'è ululato di compiacimento con polvere di rimpianto.


Secolari fronde

È la, tra fronde grave di secoli e antico muschio ,che il sole spande il suo aureo pianto. 

Cinto ha il tempo d'antico silenzio, mentre si frange la luce, in tremuli raggi. 

Cone pensieri tremanti che non trovan quiete. Avvolti tra verdi chiome.

Timidamente s'affacciano fuori, nel mondo scevro di pacatezza e naturale forza.



L'Anima Scritta

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