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domenica 21 settembre 2025

Pensavo d'esser immortale

Pensavo d'esser immortale.
La giovanil baldanza, che ad ignorare porta, tutto ciò ch'è malanno e morte.

Giovani luci guardavan la vita come fine non avesse. Vedevano d'intorno la sofferenza, ma non la sentivano. La propria via seguivano.

Col di poi senno. Guardando l'acqua che scorsa via e più non torna. Or che non più fiume dinnanzi, ma quasi rigagnolo.

Or che ogni dì s'affaccia malanno. Il corpo non segue più la mente. Il core che giovane si sente, ma più non l'è.

Ora il terrore assale, perché nullo è ormai il tempo per emendare errori del passato. Il dado è tratto e ciò che fu, resta ricordo nei meandri dell'anima.




martedì 16 settembre 2025

Stanchezza

Eccola tornare quella stanchezza che avvampa. Manto che tutto copre. Che stringe e rallenta.

Onde d'una risacca che ogni moto indietro porta. Futile rende ogni movenza.

Il petto è chiuso, serrato da alto cancello. Un guardo vago di la travalica, muto resta d'ogni volere.




lunedì 15 settembre 2025

Tramonto

Vermiglio fuoco riversa sull'orizzonte. Sbuffi di colore, pennellate su tela celeste. 

Non stanco è il guardo di vagar su linea di sole morente.
Esulto per anima 

Fiamme che accendono le prime ombre della sera. L'astro scema, mentre signora notte s'affaccia.


martedì 9 settembre 2025

Schizzi d'alba

Schizzi d'alba striano cielo terso, mentre il guardo esplode su verde vallata. Sbuffi di foschia pennellano qua e là. 

Vola la mente su ali d'uccello, libra nell'aire. Scivolando su pensieri indomiti. Di retro lasciandone scia. Di libertà ebro.

Vola su gocce di brina, che verdi steli disseta. Gemme per animi inquieti. Radente il suol trascorre, disegnando fugace segno nel giorno divenire.



Alba senza tramonto

Una vibrazione che dal petto dirompe. Martello insistente. Suona rintocchi vaganti nell'etere.

Eccolo, ancora e ancora. Suono penetrante che viscere attraversa. Non da requie, non ha sosta.

È tormento d'anima. È alba senza tramonto. È rumore fatto di silenzio.

Ramingo vaga mentre l'animo nel pensier di quiete si finge. Apri l'occhi, dammi luce.

Null'altro tiene l'anima mia con pastoie che di togler non anela, gabbia voluta. Prigione cercata.




sabato 6 settembre 2025

Bosco

Alti fusti. Intreccio d'arbusti. Va errante il passo in boschivo sentiero. 

Vento che la voce di querce porta. Cinguettii che son pura vita. Ecco che ermo non pare, ma di folla attorniato.

Mentre magia di luci tra i rami, strali di sole fanno danzare. Ora, l'armonia è perfetta.

Come soave canto e suono di violino, creano l'incanto. La mente s'apre, come pure il core.

Spazia il guardo su verdeggiante valle, di scure chiome coperta. Lascia respirare l'animo e sente la pace.




giovedì 4 settembre 2025

Un nuovo giorno

 


Ti ho vista nera signora.
Nell'occhi, antri oscuri, t'ho guardata.

Porte d'inferi. Ove speme non sorge. Gelo eterno di chi non requie.
Adunche dita proteso a nomare me stesso. Ch'è lama fredda su calda anima.

Ma non volli saper di cotanto buio. Luce raminga ho portato al mio fianco. 
Oggi non puoi, non tuo.

Domani è un altro giorno. Un'altra alba. Un'altra finestra cui affacciarsi alla vita. 
Poi si vedrà.


sabato 30 agosto 2025

Manto di stelle

Notturno cielo. Ove spargimento di stelle ha il mare per specchio.

Resto a rimirar tremule luci. Buchi in immenso scuro manto.

Silenti, ascoltan pensieri, di cui la mente s'affolla.

Rumorosi, assordanti pensieri. Macine che girano e rigirano.

Spegnerne la cacofonia vorrei. Ma non è concesso.

Rimestano allora aspettando un'alba. Agognata e lontana.

Torno a posar il guardo sull'infinite stelle. 

Chissa che tra mille e mille, non trovi luce dell'occhi tuoi.



venerdì 29 agosto 2025

Tocco d'anima

Son passati cinque lustri, anche il sesto s'avvicina a piè sospinto. Eppure ancora mi perdo in quell'occhi dorati.

Ancora il bisogno di stringerti tra le braccia travalica il pensiero. Vorrei solo che i momenti cheti fossero per la maggiore.

Ma quell'attimo. Quello sparuto momento in cui il volto tra i tuoi capelli immergo. È momento d'ancestrale magia.

Unico istante in cui messer tempo non è padrone. Uno spaziar ch'è solo mio. Un tocco d'anima ch'è pura forza dirompente.



Fato di chi nasce

Fato di chi è nato, è perir alimentato a pene.
Ognun ch'è vivo sotto codesto cielo, ha istessa fine. 

Eppur s'aggrappa ognuno. A quel dono ch'è spesso amaro. In essi spinge Spes, l'ultima dea. Tenue barlume di migliorar lo stato.

Di misera manciata, è il lasciar spoglie d'arte o di genio. S'ardiscono a sollevarsi, da primigenia mota, a imperitura luce.

Troppo spesso inascoltata resta voce sapiente. Perché è dello stolto seguir il gregge. Facendo sua velenosa invidia, ch'è sempre foriera d'ignominiosa sorte.



venerdì 22 agosto 2025

Animo orgoglioso

Li rivedo, attimi di vita. Figlie che teneri abbracci. Giochi semplici. Argentine risate.

Quegli occhi carichi di sorpresa. Pieni di curiosità. Ogni scoperta una conquista.

Guardar come piano sbocciano. S'affacciano ai problemi della vita. Caricando orgoglio nei miei occhi.

Avanzando con passi più sicuri. Passi oramai di donne. Fierezza monta nell'animo mio.

Donne che san di meraviglioso fiore. Eppure nel mio cuore restano sempre le mie bambine.




L'Anima Scritta

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