Fato di chi è nato, è perir alimentato a pene.
Ognun ch'è vivo sotto codesto cielo, ha istessa fine.
Eppur s'aggrappa ognuno. A quel dono ch'è spesso amaro. In essi spinge Spes, l'ultima dea. Tenue barlume di migliorar lo stato.
Di misera manciata, è il lasciar spoglie d'arte o di genio. S'ardiscono a sollevarsi, da primigenia mota, a imperitura luce.
Troppo spesso inascoltata resta voce sapiente. Perché è dello stolto seguir il gregge. Facendo sua velenosa invidia, ch'è sempre foriera d'ignominiosa sorte.
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