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sabato 30 agosto 2025

Manto di stelle

Notturno cielo. Ove spargimento di stelle ha il mare per specchio.

Resto a rimirar tremule luci. Buchi in immenso scuro manto.

Silenti, ascoltan pensieri, di cui la mente s'affolla.

Rumorosi, assordanti pensieri. Macine che girano e rigirano.

Spegnerne la cacofonia vorrei. Ma non è concesso.

Rimestano allora aspettando un'alba. Agognata e lontana.

Torno a posar il guardo sull'infinite stelle. 

Chissa che tra mille e mille, non trovi luce dell'occhi tuoi.



venerdì 29 agosto 2025

Tocco d'anima

Son passati cinque lustri, anche il sesto s'avvicina a piè sospinto. Eppure ancora mi perdo in quell'occhi dorati.

Ancora il bisogno di stringerti tra le braccia travalica il pensiero. Vorrei solo che i momenti cheti fossero per la maggiore.

Ma quell'attimo. Quello sparuto momento in cui il volto tra i tuoi capelli immergo. È momento d'ancestrale magia.

Unico istante in cui messer tempo non è padrone. Uno spaziar ch'è solo mio. Un tocco d'anima ch'è pura forza dirompente.



Fato di chi nasce

Fato di chi è nato, è perir alimentato a pene.
Ognun ch'è vivo sotto codesto cielo, ha istessa fine. 

Eppur s'aggrappa ognuno. A quel dono ch'è spesso amaro. In essi spinge Spes, l'ultima dea. Tenue barlume di migliorar lo stato.

Di misera manciata, è il lasciar spoglie d'arte o di genio. S'ardiscono a sollevarsi, da primigenia mota, a imperitura luce.

Troppo spesso inascoltata resta voce sapiente. Perché è dello stolto seguir il gregge. Facendo sua velenosa invidia, ch'è sempre foriera d'ignominiosa sorte.



venerdì 22 agosto 2025

Animo orgoglioso

Li rivedo, attimi di vita. Figlie che teneri abbracci. Giochi semplici. Argentine risate.

Quegli occhi carichi di sorpresa. Pieni di curiosità. Ogni scoperta una conquista.

Guardar come piano sbocciano. S'affacciano ai problemi della vita. Caricando orgoglio nei miei occhi.

Avanzando con passi più sicuri. Passi oramai di donne. Fierezza monta nell'animo mio.

Donne che san di meraviglioso fiore. Eppure nel mio cuore restano sempre le mie bambine.




mercoledì 20 agosto 2025

Ciarliero vento

Vento, sento che sussurri tra chiome di pini. Tendo l'orecchio, voglio ascoltar il tuo racconto. Voglio sentir cosa narri. 

Umane gesta. Sussurri d'amore, di cui l'amanti hai derubato. Voci lontane che a strascico hai racimolato.

Vagando sull'orbe, cavalcando i mari. Echi, canti, lamenti, armonie, risonanze e verbi hai raccattato, con te hai portato.

Ora le mescoli con atavica sapienza. Le riportti all'anima che ascoltarle chiede. Al core che fa da cassa. 

Mastro d'una melodia leggiadra, cheta ma forte. Che nell'animo sento riverberare. Mi porta pace, di mille vite. 



lunedì 18 agosto 2025

Verso l'infinito

Salia. Salia verso un infinito. L'ombra di pensier che non requie portano.

Raminga, venia a saltar come bimbi la corda. Un core pulsante l'accoglie lesto.

Quest'anima ch'è fili d'intreccio interminato. Filamenti d'emozioni, di struggimenti e passioni.

Palpitante in un petto che idoneo più non è a contenerla. Eppure resta, vicino una finestra.

A guardar scorrere tempo e vita. Momenti, fotogrammi che avanzan veloci. Par d'altri. Ma è mia. Solo mia.


domenica 17 agosto 2025

Poesia che more

Un tempo, allietate eran l'anime dalla poesia. Portava ristoro, imago di mondo d'intorno.

Ascoltato era il poeta. Vate di popoli. Maestro d'animi. Dispensator di quiete.

Era lordo il mondo di sangue e guerre, ma la voce del bello prevalea.

Or che numerosi lustri son trascorsi, voci poetiche inascoltate restano.

Il mondo resta un bagno di sangue, il brutto che sul bello prevale. Non più l'arte è ambita, ma vota notorietà.

L'interesse, il dio denaro. È padrone incontrastato. Vita ch'è corsa, verso la sola e vacua sopravvivenza.

La storia è naufragar di memoria. Unquanco maestra fu. Sovrumano è trovar in essa conoscenza. Perseverar nell'errare è dell'umano.

Gettato il guardo oltre del tempo la siepe. Col pensier mi fingo l'avvenir dell'oggi pargoli. Solo tetra notte vedo. Solo stridor di denti. L'anime morte senza più versi.



giovedì 14 agosto 2025

Errante

Gira e rigira l'animo, tra mondi innumerabili. Vestigia dolenti d'un cor che dole.

Mira l'orizzonte, ove l'astro more. Vaga errante per luoghi innominabili.

Prova vesti funebri, per salutar signora oscura. Che nemica a volte non pare. 

Ti cerco, bramo l'essenza tua. Il tranquillo sonno che sogni non reca. 

Eppur l'abbraccio d'un fiore vivo, caldo e vibrante. N'odo inoppugnabile il richiamo.

Attesa, forse vacua d'un alba. D'un raggio caldo. D'una speme che troppo spesso resta recondita.

Errando allora vo per sentieri ignoti.  Cercando, scavando. Penetrando nell'io. Cura d'un mal che ha nome anima.



domenica 3 agosto 2025

Solo veleno

Lacrime e sangue. Lavano mondo sempre più cupo.

Ovunque aleggia il manto dell'oscura signora.

Stridono denti che non masticano pane. 

Occhi esangui di pianto, vagano senza speme alcuna.

Ove il guardo posa, solo dolore.  Macerie d'uomo. 

Insensato fare. Odio sorgivo a cui ognuno s'abbevera. 

Solo veleno.




giovedì 31 luglio 2025

Mirar di cielo

Mirar l'infiniti cieli, con l'animo proteso. Mera illusione. Volo pindarico.

Forte la pressione che a terra ancorato tiene. Or che speme non sale a cercar futuro.

Anima mia, invischiata di nera mota, unta, scivolosa. Viva, ma assonnata.

Vorrei correre a perdifiato. L'aire che polmoni brucia. Ermo d'ogni canto.

Solo con l'io più recondito, che scava, scava financo sentir peso di terra, eco che l'animo strazia.



sabato 26 luglio 2025

Un soffio


Senti il soffio. Un respiro. Aria d'un bacio che par rubato.

Lieve e potente. Mi porta il sapore tuo. Scivola lungo labbra che son petali dolci.

Un refolo d'attimo. Lungo una vita. Cercato. Voluto. Agognato con tremulo animo.

Carezzar di labbra. Scivolosa lussuria man mano più calda.


L'Anima Scritta

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