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martedì 9 settembre 2025

Schizzi d'alba

Schizzi d'alba striano cielo terso, mentre il guardo esplode su verde vallata. Sbuffi di foschia pennellano qua e là. 

Vola la mente su ali d'uccello, libra nell'aire. Scivolando su pensieri indomiti. Di retro lasciandone scia. Di libertà ebro.

Vola su gocce di brina, che verdi steli disseta. Gemme per animi inquieti. Radente il suol trascorre, disegnando fugace segno nel giorno divenire.



Alba senza tramonto

Una vibrazione che dal petto dirompe. Martello insistente. Suona rintocchi vaganti nell'etere.

Eccolo, ancora e ancora. Suono penetrante che viscere attraversa. Non da requie, non ha sosta.

È tormento d'anima. È alba senza tramonto. È rumore fatto di silenzio.

Ramingo vaga mentre l'animo nel pensier di quiete si finge. Apri l'occhi, dammi luce.

Null'altro tiene l'anima mia con pastoie che di togler non anela, gabbia voluta. Prigione cercata.




sabato 6 settembre 2025

Bosco

Alti fusti. Intreccio d'arbusti. Va errante il passo in boschivo sentiero. 

Vento che la voce di querce porta. Cinguettii che son pura vita. Ecco che ermo non pare, ma di folla attorniato.

Mentre magia di luci tra i rami, strali di sole fanno danzare. Ora, l'armonia è perfetta.

Come soave canto e suono di violino, creano l'incanto. La mente s'apre, come pure il core.

Spazia il guardo su verdeggiante valle, di scure chiome coperta. Lascia respirare l'animo e sente la pace.




giovedì 4 settembre 2025

Un nuovo giorno

 


Ti ho vista nera signora.
Nell'occhi, antri oscuri, t'ho guardata.

Porte d'inferi. Ove speme non sorge. Gelo eterno di chi non requie.
Adunche dita proteso a nomare me stesso. Ch'è lama fredda su calda anima.

Ma non volli saper di cotanto buio. Luce raminga ho portato al mio fianco. 
Oggi non puoi, non tuo.

Domani è un altro giorno. Un'altra alba. Un'altra finestra cui affacciarsi alla vita. 
Poi si vedrà.


sabato 30 agosto 2025

Manto di stelle

Notturno cielo. Ove spargimento di stelle ha il mare per specchio.

Resto a rimirar tremule luci. Buchi in immenso scuro manto.

Silenti, ascoltan pensieri, di cui la mente s'affolla.

Rumorosi, assordanti pensieri. Macine che girano e rigirano.

Spegnerne la cacofonia vorrei. Ma non è concesso.

Rimestano allora aspettando un'alba. Agognata e lontana.

Torno a posar il guardo sull'infinite stelle. 

Chissa che tra mille e mille, non trovi luce dell'occhi tuoi.



venerdì 29 agosto 2025

Tocco d'anima

Son passati cinque lustri, anche il sesto s'avvicina a piè sospinto. Eppure ancora mi perdo in quell'occhi dorati.

Ancora il bisogno di stringerti tra le braccia travalica il pensiero. Vorrei solo che i momenti cheti fossero per la maggiore.

Ma quell'attimo. Quello sparuto momento in cui il volto tra i tuoi capelli immergo. È momento d'ancestrale magia.

Unico istante in cui messer tempo non è padrone. Uno spaziar ch'è solo mio. Un tocco d'anima ch'è pura forza dirompente.



Fato di chi nasce

Fato di chi è nato, è perir alimentato a pene.
Ognun ch'è vivo sotto codesto cielo, ha istessa fine. 

Eppur s'aggrappa ognuno. A quel dono ch'è spesso amaro. In essi spinge Spes, l'ultima dea. Tenue barlume di migliorar lo stato.

Di misera manciata, è il lasciar spoglie d'arte o di genio. S'ardiscono a sollevarsi, da primigenia mota, a imperitura luce.

Troppo spesso inascoltata resta voce sapiente. Perché è dello stolto seguir il gregge. Facendo sua velenosa invidia, ch'è sempre foriera d'ignominiosa sorte.



venerdì 22 agosto 2025

Animo orgoglioso

Li rivedo, attimi di vita. Figlie che teneri abbracci. Giochi semplici. Argentine risate.

Quegli occhi carichi di sorpresa. Pieni di curiosità. Ogni scoperta una conquista.

Guardar come piano sbocciano. S'affacciano ai problemi della vita. Caricando orgoglio nei miei occhi.

Avanzando con passi più sicuri. Passi oramai di donne. Fierezza monta nell'animo mio.

Donne che san di meraviglioso fiore. Eppure nel mio cuore restano sempre le mie bambine.




mercoledì 20 agosto 2025

Ciarliero vento

Vento, sento che sussurri tra chiome di pini. Tendo l'orecchio, voglio ascoltar il tuo racconto. Voglio sentir cosa narri. 

Umane gesta. Sussurri d'amore, di cui l'amanti hai derubato. Voci lontane che a strascico hai racimolato.

Vagando sull'orbe, cavalcando i mari. Echi, canti, lamenti, armonie, risonanze e verbi hai raccattato, con te hai portato.

Ora le mescoli con atavica sapienza. Le riportti all'anima che ascoltarle chiede. Al core che fa da cassa. 

Mastro d'una melodia leggiadra, cheta ma forte. Che nell'animo sento riverberare. Mi porta pace, di mille vite. 



lunedì 18 agosto 2025

Verso l'infinito

Salia. Salia verso un infinito. L'ombra di pensier che non requie portano.

Raminga, venia a saltar come bimbi la corda. Un core pulsante l'accoglie lesto.

Quest'anima ch'è fili d'intreccio interminato. Filamenti d'emozioni, di struggimenti e passioni.

Palpitante in un petto che idoneo più non è a contenerla. Eppure resta, vicino una finestra.

A guardar scorrere tempo e vita. Momenti, fotogrammi che avanzan veloci. Par d'altri. Ma è mia. Solo mia.


domenica 17 agosto 2025

Poesia che more

Un tempo, allietate eran l'anime dalla poesia. Portava ristoro, imago di mondo d'intorno.

Ascoltato era il poeta. Vate di popoli. Maestro d'animi. Dispensator di quiete.

Era lordo il mondo di sangue e guerre, ma la voce del bello prevalea.

Or che numerosi lustri son trascorsi, voci poetiche inascoltate restano.

Il mondo resta un bagno di sangue, il brutto che sul bello prevale. Non più l'arte è ambita, ma vota notorietà.

L'interesse, il dio denaro. È padrone incontrastato. Vita ch'è corsa, verso la sola e vacua sopravvivenza.

La storia è naufragar di memoria. Unquanco maestra fu. Sovrumano è trovar in essa conoscenza. Perseverar nell'errare è dell'umano.

Gettato il guardo oltre del tempo la siepe. Col pensier mi fingo l'avvenir dell'oggi pargoli. Solo tetra notte vedo. Solo stridor di denti. L'anime morte senza più versi.



L'Anima Scritta

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